giovedì 31 maggio 2012

Agostino Spataro ha presentato in Sud America "Petrolio, il sangue della guerra"


Resoconto  del  viaggio di Agostino Spataro in
Sud America per la presentazione del libro:








         






ARGENTINA

Buenos Aires, venerdì 20 aprile 2012
Sede del “Progetto sur-onlus”, calle Aguero, 461



                                         Buenos Aires, l'Obelisco



L’incontro, introdotto da Adriana Bernardotti, giornalista, di Filef / Argentina,  si è svolto, in un’atmosfera un po’ “sessantottina”, nella sede dell’Associazione “Proyecto sur” (a due passi dal famoso centro commerciale “Abasto”).
I partecipanti hanno rivolto domande sulle diverse questioni evidenziate dal libro, viste da un’ottica sudamericana.   
Agostino Spataro, concludendo, dopo avere illustrato temi e finalità del libro (dalle drammatiche vicende mediorientali e della sponda sud del Mediterraneo alla crisi europea), si è soffermato sulla realtà talvolta contraddittoria della regione araba e mediterranea ed anche sulla crescita economica e democratica dell’America del Sud.
Particolare attenzione ha riservato alla scottante questione del recupero, da parte del governo argentino di Cristina Fernandez de Kirchner, del 51% della società petrolifera nazionale YPF malamente gestita dagli spagnoli della Repsoil.   
Secondo Spataro, tale decisione, ampiamente condivisa dal Parlamento e dall’opinione pubblica argentini, oltre a riaffermare la sovranità nazionale sulle risorse fondamentali, interviene a sostegno della crescita (+ 7% nel 2010) dell’economia argentina ed è in linea con le politiche di controllo nazionale delle materie prime e dei servizi strategici adottate da quasi tutti i governi sudamericani e in altre parti del mondo.
La fuoriuscita dalle dittature militari di destra e dal dominio del neoliberismo predatore (che qui ha sperimentato la sua prima uscita in pubblico), il consolidamento della democrazia e la spettacolare crescita economica, il fervore culturale fanno dell’America Latina attuale, quasi interamente governata da coalizioni di sinistra e/o di centro-sinistra, un esempio concreto di emancipazione politica e d’inclusione sociale di decine di milioni di esseri umani condannati alla disperazione e alla fame.
Dal Brasile all’Argentina, dall’Uruguay al Venezuela, dall’Ecuador al Paraguay, alla Bolivia, ecc, seppure con le differenze di metodi e di stili politici, sono in atto politiche di sviluppo e di sostenibilità ambientale, d’inclusione e di riequilibrio sociale mirate a ridurre povertà pregresse e ad annullare secolari ingiustizie.
Esattamente il contrario di quanto sta avvenendo in Europa dove la crisi rischia di peggiorare le politiche comunitarie e nazionali che producono nuova esclusione sociale, nuove povertà, intollerabili squilibri fra ceti sociali e singole persone.
In Italia, secondo recenti stime dell’Istat, le prime dieci persone più ricche possiedono un patrimonio uguale a quello di tre milioni di persone più povere. 
Il problema, dunque, non è solo quello d’incrementare la produzione della ricchezza nazionale, ma di una sua più equa, e solidale, distribuzione!

                                 B. Aires, Feria del Libro, particolare
* Durante le diverse visite alla grande e affollata “Feria del libro” di Buenos Aires, Agostino Spataro ha preso contatti con alcuni editori interessati alla traduzione del libro in castellano (spagnolo). 


Rosario di S. Fè, venerdì 27 aprile 2012



Nella incantevole atmosfera dello storico bar “Il Cairo”, Alejandro Yacoponelli, giornalista e operatore culturale di Rosario, ha presentato l’Autore e alcuni temi del libro.
Ne è seguito un dibattito nel quale sono intervenuti, fra gli altri, il prof. Ignacio Saenz, preside della Facoltà di Psicologia dell’università di Rosario e il presidente dell’Associazione dei giornalisti addetti stampa.
                                   Rosario, bar “Il Cairo”

Agostino Spataro, concludendo la conversazione, ha tratteggiato la realtà del Medio Oriente, con particolare riferimento al ruolo del petrolio nell’economia e nella formazione di regimi antidemocratici, ai rapporti fra l’Europa in crisi e i Paesi del Mediterraneo e del mondo arabo.
Il libro vuole essere una lettura un po’ controcorrente, rispetto al pensiero unico dominante nei mass media occidentali, dell’attuale realtà araba e dell’interventismo dei Paesi della Nato in Oriente ossia fuori dei confini geopolitici e istituzionali.
Non si va in Medio Oriente per esportare la democrazia ma per acquisire il controllo delle immense risorse energetiche.
La democrazia non è una merce, ma un processo politico specifico, complesso e aderente a un determinato contesto socio-culturale che nasce e si afferma per volontà del popolo che decide di battersi per liberarsi di regimi tirannici e corrotti.
Il caso della Libia di Gheddafi è alquanto controverso: prima blandita da tutti i principali leader delle potenze occidentali della Nato e poi dagli stessi attaccata militarmente e consegnata a un gruppo di sedicenti “rinnovatori”, ex ministri e vecchi collaboratori del tirannico colonnello di Tripoli.
I leader della Nato combattono solo i dittatori “ex  amici” mentre lasciano prosperare, indisturbati, la nutrita pattuglia di dittatori “amici”.
* A Rosario, Agostino Spataro ha rilasciato interviste a due emittenti locali “Radio grande Rosario” e “Radio AM Libertad” e a Pablo Diaz redattore del quotidiano “La Capital”, il più diffuso della città, il cui testo potrete trovare in appendice.







Quilmes, sabato 12 maggio 2012
Catedra Abierta de Estudios Americanistas- Facultad de Filosofia y Letras, UBA




A Quilmes, città di 700 mila abitanti del Gran Buenos Aires, il libro è stato presentato nel corso di un  affollato incontro, promosso da Filef/Italia in collaborazione con la Catedra abierta de Estudios Americanistas dell’Università di Buenos Aires.
Ha introdotto il dibattito Amelia Rossi, rappresentante di Filef Argentina, cui è seguita l’illustrazione dell’autore dei vari capitoli del libro.
Il petrolio è divenuto un fattore strategico molto sensibile per il futuro economico del Pianeta che almeno per altri 50/ 100 anni dipenderà, in gran parte, da questa fonte di energia primaria.
In ballo ci sono gli enormi interessi patrimoniali di dittature oscurantiste e quelli speculativi e finanziari delle banche e delle grandi multinazionali del petrolio che manovrano e determinano i corsi del mercato mondiale dell’energia.
Chi si contrappone a tali interessi è condannato a subire “l’intervento umanitario” della Nato e dell’Onu ridotta a mero ufficio-ratifiche di volontà politiche potenti per quanto minoritarie.
L’ Europa, oggi in piena crisi finanziaria, sembra aver rinunciato a svolgere un ruolo autonomo di pace e di cooperazione vantaggiosa con i Paesi produttori d’idrocarburi delle aree mediorientale, mediterranea ed africana.
Si sta ri-allineando alle posizioni e agli interessi Usa, caratterizzandosi per un  interventismo militare costoso e fuori area,  rischiando di rimanere schiacciata nella competizione/confronto fra USA e Cina.
                                        Quilmes, Agostino Spataro e Amelia Rossi di Filef Argentina



URUGUAY

Montevideo, 7 maggio 2012
Salone dell’Inca, Avenida Garibaldi n 2643      

     

             

A Montevideo, il libro è stato presentato davanti ad un’affollata platea di persone fra cui diversi giornalisti, dirigenti di associazioni e docenti universitari fra i quali i proff. Luis Senatore della Facoltà di scienze politiche e Marcos Supervielle, decano della stessa facoltà. 
Dopo gli interventi introduttivi di Renato Palermo, dirigente dell’INCA, e di  Alejandro Francomano, della Filef / Uruguay, ha preso la parola il dr. Raul Sendic, ex ministro dei Trasporti e attuale presidente di ANCAP, la società petrolifera di Stato, il quale ha tratteggiato la geopolitica mondiale del petrolio, con particolare riferimento al Medio Oriente e all’Africa dove- ha detto- “la Cina sta comprando interi Paesi”, come nel caso dell’Angola.
Per Sendic c’è anche una geopolitica dell’acqua che va considerata al pari di quella degli idrocarburi.
La strategia dell’Uruguay punta a una riduzione progressiva della dipendenza dalle importazioni petrolifere e a sviluppare le risorse proprie già, in parte, rinvenute e pronte per essere sfruttate.
In questo senso, Ancap ha varato progetti impegnativi di ricerca e di produzione; così come è molto attiva nell’azione di coordinamento politico e programmatico fra le società petrolifere statali, con particolare riferimento a quelle del Venezuela (PDVSA) e del Brasile (Petrobras) e, ora, anche con la nuova YPF argentina.
                                       Montevideo, il dr. Raul Sendic e Agostino Spataro 

Agostino Spataro ha esposto il suo punto di vista sulla questione del controllo del mercato petrolifero e degli idrocarburi in genere. L’incremento esponenziale dei consumi e le previsioni di una riduzione della produzione hanno creato una dinamica nuova nel sistema delle relazioni commerciali e fra Stati produttori e consumatori.
Questi ultimi, invece di ridurre i consumi (gli Usa continuano a sovvenzionare i loro eccessivi consumi) e promuovere le fonti alternative, pensano di risolvere i problemi ricorrendo alla violenza, alla guerra.
Stiamo assistendo ad una concorrenzialità sfrenata fra vecchie e nuove potenze (Cina, India e Brasile) per l’accaparramento delle risorse, ad uno scontro fra gli interessi delle grandi multinazionali ( e i governi da loro influenzati ) e quelli di alcuni Paesi produttori che desiderano  affermare il diritto di sovranità sulle loro materie prime energetiche e di altro tipo.
Una tendenza pericolosa, inquietante che potrebbe provocare conseguenze gravissime per la pace mondiale.
* Su questi ed altri temi, l’autore ha rilasciato un’intervista al corrispondente da Montevideo del quotidiano “Gente d’Italia”.

   

BRASILE

Bento Goncalves, 10 maggio 2012
Forum Social Impresarial

Alla faccia di taluni ignoranti detrattori italiani dell’Eroe dei due Mondi, in Rio Grande do Sul (Brasile) c’è perfino un’amena e opulenta cittadina che porta il suo Nome.

La presentazione del libro avviene a conclusione della seconda giornata del Forum Social Impresarial di Bento Goncalves, dedicato alla responsabilità sociale dell’impresa, nella sezione “Esperienze concrete”.
Davanti una gigantografia della copertina proiettata sullo schermo del centro culturale, l’avvocato Jean Carbonera, coordinatore generale del Forum, ha presentato l’autore e il libro.
Agostino Spataro si è complimentato con i promotori del Forum per avere messo a fuoco il tema della responsabilità dell’impresa nell’economia globalizzata.
Tuttavia, non basta l’appello alla responsabilità, solo poche imprese recepito, il  dibattito e l’iniziativa di lotta vanno estesi su scala planetaria e ad altri importanti aspetti. 
In particolare all’uso sociale delle nuove tecnologie applicate alla produzione e alla revisione e, perché no, alla modifica degli accordi internazionali sul commercio che hanno favorito l’attacco neoliberista e classista ai redditi dei lavoratori e allo stato sociale.
Non è, infatti, accettabile che gli imprenditori usino le nuove tecnologie a loro esclusivo vantaggio: per accrescere i profitti e per condizionare e ridurre l’occupazione e scaricarne le conseguenze sui bilanci degli Stati.
Va riaffermato il principio dell’uso sociale delle tecnologie, nel senso che devono essere poste al servizio del progresso generale della società e non di un’elite.
Visto che, per altro, sono frutto della ricerca scientifica quasi sempre pubblica: un loro uso sociale deve consentire ai lavoratori di poterne beneficiare in termini salariali e di tempi di lavoro e di accesso alla produzione.     
Se, oggi, nel mondo, c’è un esempio d’imprese de-responsabilizzate questo è quello delle grandi corporazioni finanziarie e delle multinazionali del petrolio che procedono a briglia sciolta, senza alcun controllo sociale e democratico.
La gran parte degli squilibri sociali, delle destabilizzazioni politiche, dei conflitti, anche militari, sono dovuti ai loro comportamenti irresponsabili, invadenti, mirati ad acquisire posizioni di potere e di massimo profitto, anche attraverso il controllo politico degli Stati e delle loro istituzioni rappresentative, della stampa e dei media in genere, usati non per produrre un’informazione corretta, ma come arma (psicologica) da schierare in battaglia.  
                                          Bento Goncalves, Jean Carbonera e Agostino Spataro

Agostino Spataro è anche intervenuto nel dibattito generale del Forum nella sessione dedicata a “esperienze di finanza alternativa” con una relazione “sul ruolo e il funzionamento delle banche islamiche” nel contesto della finanza mondiale.




GALLERIA DI FOTO:


                                          Montevideo, sede del Parlamento del Mercosur 

                                         Montevideo: Alejandro Francomano, Raul Sendic e Agostino Spataro



                                             B. Aires, Plaza de Mayo: la Speranza di un mondo più giusto e migliore


  Presidenza del Forum Social: Ramona Bavassano e Agostino Spataro mentre parla del ruolo delle Banche islamiche

                                                  Bento Goncalves: A. Spataro, Aoua Bocar Ly-Tall e Jean Carbonera

                                         Buenos Aires, anche i gatti ...leggono


                                         Guilmes, la platea dei partecipanti



                                          Bizzarre geometrie del Rio Paranà (dall'aereo)




                                                   Evita, in Avenida 9 de Julio, la via più larga del mondo




 Museo della Memoria (Ex Esma), foto di giovani “desaparecidos” vittime della dittatura militare


                                     Buenos Aires, A. Spataro con una“madre” a Plaza de Mayo


                                          Ghiacciaio "Perito Moreno", Patagonia

                                         Alto Palermo (B. Aires), senzatetto accampato nella via, con cane e tv

                                         B. Aires, Av. Corrientes, Teatro Alvear, Mora Godoy, la passione del tango. 



                                                   Il Cristo de la Recoleta: stanco o annoiato?


                                         "La felicità", mostra al Centro Culturale "J.L.Borges"


                                         Peronismo...infinito


                                        B. Aires, “cartoneros” ossia recuperatori di materiali riciclabili. Lavoro  altamente meritorio che andrebbe premiato col “Nobel” per l’economia.



RASSEGNA STAMPA

LaCapital.com.ar

Edición Impresa

Viernes, 27 de abril de 2012 01:00

El escritor Agostino Spataro diserta hoy en Rosario

El autor italiano Agostino Spataro presentará hoy en Rosario su último libro, “Petróleo, la sangre de la guerra. De Bagdad a Trípoli”, publicado en Italia por la editorial Feltrinelli.
La presentación y conferencia del escritor italiano se hará a las 19:30 hs. en el bar El Cairo, en calle Santa Fe 1102. Spataro es director de la publicación “Informazioni dal Mediterraneo” y colaborador del periódico La Repubblica. Fue diputado nacional por tres períodos. En su extensa bibliografía figuran distintos ensayos, en los que analiza los procesos políticos, económicos y culturales en la cuenca del Mediterráneo y el mundo árabe. Entre ellos sobresale “El fundamentalismo islámico- El Islam político “, obra traducida en 2004 al castellano por la editorial local Rosario Bivona. l





                                         Intervista a "La Capital" 29 aprile 2012




In FACEBOOK

“PETROLEO, LA SANGRE DE LA GUERRA- De Bagdad a Trípoli: un mismo diseño neocolonial”
Es el título del libro de Agostino Spataro, publicado en italiano, que será presentado el próximo viernes 27 de abril de 2012 a las 19:30 hs. en el bar El Cairo, de la ciudad de Rosario ubicado en calle Santa Fe 1102.

Estará presente el Autor, periodista, director de “Informazioni dal Mediterraneo” y colaborador del periódico “La Repubblica”. Spataro fue Diputado Nacional por tres periodos y autor de varios libros y ensayos.

En síntesis el punto de vista de Agostino Spataro se contrapone a las teoria de la “lucha contra el terrorismo“ o “por la democrazia”, generalmente utilizada e instrumentada con el fin de ocultar intereses inconfesables de dominio neocolonialista de los recursos.

En realidad, desde Bagadad a Trípoli continua la guerra por el control del Petróleo Arabe. El ataque al Euro y la reconquista neocolonial de los países de Medio Oriente y del espacio sur del Mediterráneo, son dos puntos de las estrategias de las oligarquías financieras para conseguir una nueva hegemonía global

El libro no se limita a la denuncia de ese diseño, es más, indica el recorrido y soluciones de paz y de cooperación recíprocamente ventajosas entre Europa, Italia y los Países atacados. Existe una gran parte de la humanidad que no acepta la estrategia agresiva de las multinacionales y luchan para reafirmar la soberanía de los pueblos y los Estados, por un desarrollo sostenible, en armonía con los derechos humanos y de la naturaleza

El ejemplo más claro y comprometido de esta lucha – subraya Spataro en su introducción – es hoy América Latina donde nació una gran esperanza para el mundo entero
“Aquí, efectivamente, gobiernos, movimientos democráticos y progresistas están luchando, con éxito , para liberarse de la perniciosa influencia de las multinacionales, para reafirmar su soberanía y libertad, su derecho a la independencia económica, a la inclusión y bienestar compartido, por la vida ………Luchan también por nosotros (europeos) que no logramos ver mas allá del celular y del automóvil.”.……..,

El Petróleo del cual se habla en el libro de Spataro es el Arabe, pero existen ecos y reclamos (desde “Petróleo y Dictaduras” hasta “La dictadura de las inversiones”, “Libia: la NATO vencerá la guerra, pero podrá perder la posguerra”) al rol estratégico de los hidrocarburos en su más amplio contesto mundial, a los conflictos y tensiones en curso por su control. Comenzando por el clamoroso, durísimo enfrentamiento actual, interno e internacional, por el control de los recursos energéticos de Argentina

En su vasta bibliografía figuran distintos ensayos de análisis de la realidad y de los procesos políticos, económicos y culturales en el Mediterráneo y en el mundo Arabe, entre los cuales “El fundamentalismo islámico- El Islam político “ traducido en el año 2004 al castellano, a través de la Editorial Rosario Bivona.
Santa Fe 1102, 2000 Santa Fé



Associazione Città Futura - Alessandria
HomeCultura Libri

Il libro di Spataro in Sud America


Prosegue Il programma di presentazione del libro di Agostino Spataro PETROLIO, IL SANGUE DELLA GUERRA: dopo Montevideo, sara` presentato  domani (10 maggio)  al “ Forum Social mondial de l`impresa” di Bento Goncalves  (Porto Alegre- Brasile), con un intervento introduttivo dell`avv. Jean Carbonera, direttore del Forum. Agostino Spataro è anche intervenuto(oggi) nel dibattito generale del Forum con  una relazione sul tema  “Natura e ruolo delle banche islamiche nell'ecomonia internazionale ” nella sessione “Finanza responsabile per uno sviluppo sostenibile”. Infine, il 12 maggio Il libro sara` presentato all`Universita` di Quilmes, in Argentina.



Emigrazione Notizie
 









Agostino Spataro presenta il suo ultimo libro a Buenos Aires e Rosario in collaborazione con FILEF
- Inserito il 02 maggio 2012 alle 12:45:00 da redazione-IT. IT - ITALIANI ALL'ESTERO

“PETROLEO, LA SANGRE DE LA GUERRA- De Bagdad a Trípoli: un mismo diseño neocolonial”


Es el título del libro de Agostino Spataro, publicado en italiano, que será presentado el 12 de Mayo del 2012 a las 16 hs en Quilmes (Bs.As.), en la sede del Centro Cultural Artenpie, Av. Vicente Lopez n. 173 e/ Jujuy y La Rioja, por la Cátedra Abierta de Estudios Americanistas- Facultad de FILOSOFIA Y LETRAS - U.B.A. - conjuntamente con el Foro Ítalo Argentino Laboral de Emigración y Familia Buenos Aires (FILEF BUENOS AIRES).

Estará presente el Autor, periodista, director de “Informazioni dal Mediterraneo” y colaborador del periódico “La Repubblica”. Spataro fue Diputado Nacional por tres periodos y autor de varios libros.


En síntesis el punto de vista de Agostino Spataro se contrapone a las teoría de la “lucha contra el terrorismo “y o “por la democracia”, generalmente utilizada e instrumentada con el fin de ocultar intereses inconfesables de dominio neocolonialista de los recursos.

En realidad, desde Bagdad a Trípoli continúa la guerra por el control del Petróleo Árabe. El ataque al Euro y la reconquista neocolonial de los países de Medio Oriente y del espacio sur del Mediterráneo, son dos puntos de las estrategias de las oligarquías financieras para conseguir una nueva hegemonía global

El libro no se limita a la denuncia de ese diseño, es más, indica el recorrido y soluciones de paz y de cooperación recíprocamente ventajosas entre Europa, Italia y los Países atacados. Existe una gran parte de la humanidad que no acepta la estrategia agresiva de las multinacionales y luchan para reafirmar la soberanía de los pueblos y los Estados, por un desarrollo sostenible, en armonía con los derechos humanos y de la naturaleza

El ejemplo más claro y comprometido de esta lucha – subraya Spataro en su introducción – es hoy América Latina donde nació una gran esperanza para el mundo entero

“Aquí, efectivamente, gobiernos, movimientos democráticos y progresistas están luchando, con éxito, para liberarse de la perniciosa influencia de las multinacionales, para reafirmar su soberanía y libertad, su derecho a la independencia económica, a la inclusión y bienestar compartido, por la vida ………Luchan también por nosotros (europeos) que no logramos ver mas allá del celular y del automóvil.”.……..,

El Petróleo del cual se habla en el libro de Spataro es el Árabe, pero existen ecos y reclamos (desde “Petróleo y Dictaduras” hasta “La dictadura de las inversiones”, “Libia: la NATO vencerá la guerra, pero podrá perder la posguerra”) al rol estratégico de los hidrocarburos en su más amplio contesto mundial, a los conflictos y tensiones en curso por su control. Comenzando por el clamoroso, durísimo enfrentamiento actual, interno e internacional, por el control de los recursos energéticos de Argentina

En su vasta bibliografía figuran distintos ensayos de análisis de la realidad y de los procesos políticos, económicos y culturales en el Mediterráneo y en el mundo Árabe, entre los cuales “El fundamentalismo islámico- El Islam político “traducido en el año 2004 al castellano, a través de una Editorial de Rosario – Argentina







 

 Agostino Spataro presenta su libro Petróleo, la sangre de la guerra

Viernes 11 de Mayo de 2012 | 13:08
El autor, escritor y periodista italiano, ha sido diputado del PCI
El Foro Italo Argentino Laboral de Emigración y Familia (FILEF), de Buenos Aires, auspicia mañana en Artenpie la nueva edición de la Cátedra Abierta de Estudios Americanistas.
Será a las 16 en Vicente López 173 (ex 93), Quilmes Oeste. En esta ocasiósn el escritor y periodista italiano Agostino Spataro presentará el libro "Petróleo, la sangre de la guerra" ("Petrolio, il sangue della guerra).
Agostino Spataro fue diputado por el PCI durante tres Legislaturas y actualmente dirige la revista Informazioni dal Mediterraneo y colabor con el diario La Repubblica. Ha escrito diversos ensayos en los cuales la realidad de los países de la cuencia del Mediterráneo y del mundo árabe.




Edición_Mayo:Mirada_Quilmes_Oeste

12/05/12

ESTE SÁBADO 12 DE MAYO SE DEBATIRÁ EL LIBRO “PETRÓLEO, LA SANGRE DE LA GUERRA” EN QUILMES OESTE

Este sábado 12 de Mayo se debatirá el libro “Petróleo, la sangre de la guerra” en el Centro cultural Artenpie de Quilmes Oeste 
   
El escritor y periodista italiano, Agostino Spataro, nos presentará su último libro “PETRÓLEO, LA SANGRE DE LA GUERRA”. Agostino Spataro fue Diputado por el PCI durante tres Legislaturas, actualmente dirige la revista:”Inoformazioni dal Mediterraneo" y colabora con el diario “La Repubblica”.
Ha escrito diversos ensayos en los cuales aborda la realidad de los países de la cuenca del Mediterraneo y del mundo árabe.
Recomendamos la lectura de este artículo publicado en "Emigrazione Notizie" -la Agencia internacional de noticias de FILEF Nacional - Roma, sobre la actividad del próximo día 12/5/2012 en el Centro cultural Artenpie de Quilmes.





“SISTEMA ITALIA, el pais uy”

Comunicato Patronato INCA-CGIL

PARA EL LUNES 7 DE MAYO
19:00 horas en la sede Patronato Inca-cgil (Av. Garibaldi 2643-Montevideo) Se presentará el último libro del escritor italiano  Agostino Spataro “Petrolio il sangue della guerra”.



                                                                                                  
L'on. Agostino Spataro,
escritor y periodista italiano, fue diputado por el PCI durante tres  legislaturas, actualmente dirige  la revista “Informazioni dal
Mediterráneo” y colabora con el diario italiano La República.  Ha escrito diversos ensayos en los cuales aborda la realidad de los
países de la cuenca del mar Mediterráneo y del  mundo árabe.                                                                                                   
                                                                             Inca-CGIL

Petrolio, il sangue della guerra. Agostino Spataro presenta il suo libro in Uruguay

Sabato 05 Maggio 2012 22:53 


Lo scrittore e giornalista agrigentino Agostino Spataro presenta a Montevideo (Uruguay) il suo nuovo libro dal titolo "Petrolio, il sangue della guerra". Spataro, deputato del Partito Comunista Italiano per tre legislature, attualmente dirige la rivista "Informazioni dal Mediterraneo" e collabora con il quotidiano "La Repubblica".


 

 

 

Ilpuntodue.it

Il libro di Agostino Spataro


Fecha: Viernes, 27 de abril de 2012
Hora: 19:30 hs.
Lugar:
Bar El Cairo, Santa Fe 1102, 2000 Rosario
PETROLEO, LA SANGRE DE LA GUERRA- De Bagdad a Trípoli: un mismo diseño neocolonial” es el título del libro de Agostino Spataro, publicado en italiano, que será presentado el próximo viernes 27 de abril de 2012 a las 19:30 hs. en el bar El Cairo, de la ciudad de Rosario ubicado en calle Santa Fe 1102.
Estará presente el Autor, periodista, director de “Informazioni dal Mediterraneo” y colaborador del periódico “La Repubblica”. Spataro fue Diputado Nacional por tres periodos y autor de varios libros y ensayos.






ARCHIVIO LA REPUBBLICA

MEDITERRANEO INQUIETO

ÈUN «lavoro artigianale, stampato a pagamento e senza incomodare nessuno», l' ultima fatica letteraria di Agostino Spataro, giornalistae politico siciliano. Nato dall' esigenza di far circolare le sue teorie Petrolio, il sangue della guerra raccoglie una serie di suoi articoli in cui evidenzia quello che ritiene sia il filo conduttore della politica occidentale di questi ultimi anni. Secondo Spataro, esperto del Mediterraneo, la strategia delle oligarchie finanziarie mondiali punta sul controllo del petrolio dei Paesi arabi e sull' attacco programmato all' euro. Una politica che mira a un disegno di riconquista neocoloniale di alcuni Paesi su altri ma anche ad un indebolimento dell' Europa e della sua economia. La sempre più frequente tendenza interventista di molte potenze della Nato, nasconderebbe in realtà, dietro la scusa di esportare la pace e la democrazia, un obiettivo meno nobile: conquistare le immense risorse che questi Paesi possiedono. Le più forti potenze, soprattutto Stati Uniti e Cina, secondo Spataro, non vedrebbero positivamente il ruolo dell' Unione Europea e la forza dell' euro e da qui il massiccio attacco alla nostra moneta. In questo Mediterraneo turbolento e dove la migrazione è ormai la regola l' Italia e la Sicilia, in particolare, sono territori strategici per le mire di "riconquista" del mondo arabo e per questo vengono sfruttate esclusivamente per la loro valenza militare. (Il libro si può acquistare su www. ilmiolibro. it e www. feltrinelli. it o nelle librerie Feltrinelli). - PATRIZIA GARIFFO

RINGRAZIAMENTI:
Desidero ringraziare per la fraterna collaborazione quanti si sono adoperati per la buona riuscita degli incontri, in particolare:
Rodolfo RICCI, segretario di FILEF/ Italia
Amalia ROSSI e Adriana BERNARDOTTI di FILEF/Argentina
Renato PALERMO dell’ufficio INCA-CGIL di Montevideo
Riccardo COPPOLA, Roxana PAVONE e Alejandro YACOPONELLI di Rosario
Jean CARBONERA, Ramona BAVASSANO, Mariantonietta ROMANO e le altre amiche del Forum Social di Bento Goncalves 
                     a.s
Joppolo Giancaxio 1 giugno 2012

* Per acquistare il libro: 
www. ilmiolibro.it,  www.lafeltrinelli.it oppure in tutte le librerie della catena Feltrinelli. Il libro è anche in vendita in altre librerie online fra cui:  www.amazon.com  che lo offre anche in versione “Kindle”.

Nota: le foto sono mie o di qualche passante involontario. Possono essere utilizzate, citando l'autore e la fonte: www. montefamoso.blogspot.com

giovedì 24 maggio 2012

LES MYSTERES DE FREDERIC II


Les  mystères  de Frédéric  II
Tant d'efforts pour en savoir moins qu'avant


Au cours des jours passés, dans la Salle du Duc de Montalto au Palais des Normands, on a présenté à la presse les résultats du projet concernant  "les études, recherches et enquêtes sur la tombe de frédéric II en la cathédrale de Palerme", contenus dans trois élégants volumes imprimés par les soins de l'assesseur régional des Biens Culturels et du Centre régional pour la restauration.
Après environ six ans d'enquêtes, on pouvait s'attendre à quelque chose de plus de cette reconnaissance longue et multiforme. Malheureusement, les attentes du public ont été en grande partie déçues. Nous avons lu les analyses sectorielles données et les pompeuses interventions institutionnelles, mais dans cet écrin, d'une facture très raffinée, nous n'avons rien trouvé de nouveau en ce qui concerne les restes du grand Frédéric, dont l'étude était l'objectif prioritaire de ce mégaprojet. Et même, si on compare l'image du corps quasiment intact de Frédéric, gravée sur cuivre en 1781, et celle reproduite sur les photos recueillies au cours des introspections effectuées à l'intérieur du sépulcre de porphyre, on en ressent une désolante sensation d'échec devant l'impétueux désordre qui y règne. 
En fait, l'intérieur du sarcophage ressemble à une cahotique copropriété contenant un tas d'os, en grande partie nécrosés, d'objets corrodés, mêlés à de la terre et à des lambeaux d'étoffes déchirées. 
Aucune comparaison avec le bon état de conservation des restes de trois humains relevés au cours de la reconnaissance effectuée en 1781, dont les résultats furent décrits par le chanoine Rosario Gregorio au cours de la reconnaissance et qui furent illustrés par francesco Danieli dans son "Les sépulcres de la cathédrale de Palerme", en 1784, réimprimés pour l'occasion. 
Tout ceci appartient à une réalité préexistante qui de toutes façons mériterait des informations et une clarification. 
Ce qui, ici, nous intéresse, c'est d'examiner les résultats atteints à la suite de cette opération hypertechnologique et mutidisciplinaire, colossale dans son genre, financée par la Région sicilienne et qui s'est déroulée de 1994 à 1999.  
Pour étudier le sépulcre impérial on a convoqué les meilleurs spécialistes et on a eu recours à des sociétés sponsors qualifiées qui ont permis d'équiper un appareil "scénique" (la caméra blanche) vraiment impressionnant, avec un large usage de technologies et de méthodologies sophistiquées, qui cependant n'ont pas produit les résultats espérés: trouver des réponses possibles à quelques importantes interrogations qui marquent la vie humaine et politique de Frédéric et tenter une restauration de ses restes et de ceux des deux autres célèbres personnages inhumés avec lui.  
En substance, on disposait des moyens et des compétences pour obtenir des résultats importants, mais on en a fait presque rien à cause d'un ordre que personne ne revendique officiellement et surtout n'explique: l'ouverture dite "minimale" du sarcophage de Frédéric II.  
Celui qui regarde ces choses d'un oeil profane ne peut pas s'expliquer le mystère d'une décision controversée, limitant fortement la capacité d'enquête, qui -de fait- a rendu vain l'énorme effort engagé.  
C'est pourquoi, après avoir lu les analyses médicales et scientifiques et les déclaratios enjouées des nombreux représentants des diverses institutions impliquées dans l'opération, nous nous sommes adressés au professeur Francesco Mallegni, paléontologue de renommée mondiale, pour avoir quelques informations sur le déroulement et aussi pour connaître les motivations de son retrait imprévu du Comité scientifique du projet frédéricain de Palerme.  
Compte tenu de la dimension scientifique du personnage, son retrait polémique - comme il le raconte dans l'entrevue exclusive qui suit- aurait du induire à une reconsidération du choix de l'ouverture minimale pour permettre au professeur Mallegni et aux autres éminents étudiants et scientifiques convoqués d'effectuer les vérifications nécessaires pour atteindre des résultats plus convaincants et surtout répondre à de telles interrogations non résolues depuis des siècles. Avec une telle mise à disposition de moyens et de ressources, on aurait pu confirmer, entre autres, l'identité et la cause de la mort de l'empereur. Au contraire, on ne sait rien de plus du "Stupor mundi". Dans l'ensemble, le seul élément nouveau est constitué par la fracture (en forme de coupure) relevée à la base du crâne de la seconde personne inhumée (Pierre d'Aragon).  
On ne peut, en fait pas reconnaître comme nouvelle, l'attibution des restes du troisième cadavre à une jeune femme sans nom  qu'une plaque assure  qu'ils apppartiennent au Duc d'Athènes, alors qu'à la page 105 de la réédition déjà citée du livre de Danieli on lit que " quant à ce qu'on peut connaitre du squelette , ce doit être celui d'une femme...".  
Déjà au cours de la reconnaissance de 1781 on eut l'intuition que le sexe de la troisième personne inhumée était féminin. En réalité, il s'agit d'un échange ( ou d'une soustraction?) de cadavres qui, se présentant comme un nouveau mystère, peut légitimer les doutes sur la véritable identité des deux autres. L'affaire , donc, ressmble à un roman policier; encore une meilleure raison pour rechercher les informations possibles. Pourquoi tout ceci s'est-il produit?
L'explication de ce mystère pourra peut-être se trouver dans les paroles laconiques du professeur Renato Albiero qui, dans les conclusions scientifiques, se console avec le fait que "Si un petit ou un grand mystère venait à être complètement découvert, cette composante encore indéfinie qui attire le penseur se dégraderait, ce petit contour de légende s'annullerait...".
Mais si le mystère ne devait pas être révélé, quel besoin y avait-il de déployer une opération si cntraignante et sûrement très coûteuse, à la charge des contribuables siciliens?  
En réalité, le "roi est nu" et on ne sait pas quelle explication donner à l'opinion publique. A la lumière de tels résultats décevant, on ne comprend pas comment on peut penser exporter dans d'autres pays méditerranéens ou ailleurs des "protocoles" et des "méthodes" pour l'ouverture de tombes anciennes. 


 
Voici ce qu'a vu Francesco Danieli en 1781, à l'occasion de la reconnaissance menée à l'intérieur du sarcophage de porphyre rouge où furent placées les cendres de Frédéric II. Extrait du "I regali Sepolcri del Duomo di Palermo" (les sépulcres royaux de la cathédrale de Palerme) édité à Naples en 1784, descripttion par le chanoine Rosario Gregorio et illustrations de Francesco Danieli.
 
Voici les choses qu'ont vues les étudiants, au cours de la reconnaissance minimale à la fin de 1998, à l'intérieur du sarcophage de porphyre rouge. On est bien obligé de se demander pourquoi depuis 1781 jusqu'à nos jours, il y ait cet horrible bouleversement à l'intérieur du sarcophage.



Le paléotonlogue Mallegni accuse "quelle erreur de ne pas ouvrir le sarcophage" 

Agostino Spataro s'ebtretient avec le professeur Francesco Mallegni (enseignant en paleontologie humaine et anthropologie à l'Université de Pise)

"Je pense que le choix de l'ouverture minimale est en nette contradiction avec les objectifs, au moins du point de vue anthropologique, pour lequel j'ai été, avec une telle diligence, interpellé".
Voici, en synthèse,  le point de vue digne de foi sur la conduite de la longue reconnaissance du sarcophage de Frédéric II en la cathédrale de Palerme par l'éminent professeur Francesco Mallegni, enseignant de paléontologie humaine et d'anthropologie à l'université de Pise, découvreur de très célèbres identités,(entre autres celles de saint antoine, du musicien Boccherini, de Giotto et du comte Ugolino de la Gherardesca), qui a -aussi- participé à la première phase du projet palermitain en qualité de membre du comité scientifique.  
1- Quels étaient donc les objectifs à atteindre pour la reconnaissance du sarcophage frédéricain? Selon vous, pouvait-on arriver à une vérification plus approfondie et même à une éventuelle restauration des restes de Frédéric II? 
"Je fus appelé à la commission d'étude de l'ouverture du sarcophage de Frédéric afin de pouvoir  m'occuper de ses cendres. Mon intention était d'élargir les recherches aussi aux cendres de sa mère qui se trouvent, comme on le sait, dans la même cathédrale dans un sarcophage proche de celui de Frédéric.
Ceci m'aurait donné la possibilité non seulement d'analyser les restes de l'empereur et d'intervenir sur ceux-ci pour une restauration, afin d'assurer une longue conservation de son corps, mais de plus de pouvoir confirmer, grâce à la recherche de son mit ADN (mit=mitocondrial, n.d.r), qui avec la détermination du sexe et de l'âge à la mort, que cétait bien lui le fils de Constance; il est connu que le mit ADN est transmis seulement par la mère. On sait qu'en fait son corps a été enlevé du sarcophage en 1700 et donc une vérification de son identité actuelle me paraissait plus que plausible, pour nous assurer qu'il n'y avait pas eu de substitution de son corps contre des corps anonymes. Quand, au début des travaux, on a pu entrevoir avec une sonde que le visage de Frédéric était momifié (on n'a pu voir que celui-ci, parce que, par-dessus son corps, il y avait un squelette désarticulé, et en plus de tous ses vêtements, entassés dans un grand désordre, un sac dans lequel on présume y avoir un dernier individu, vu que les histoires parlaient de l'ingérence de deux autres individus, descendants éloignés de l'empereur; l'un aurait du être le Duc d'Athènes, l'autre Pierre d'Aragon). Le visage de Frédéric était en légère dégradation en comparaison à ce que montrait la reconnaissance du XVIII siècle et les représentations de cette époque qui le reproduisent; je fus donc extrêmement satisfait parce que les parties molles momifiées donnent plus la possibilité de succès dans le déroulement des analyses qui m'était proposé". 
2-A la suite de cette hypertechnologique inspection, on n'en a moins vu (et vérifié) de Frédéric que dans celle effectuée en 1781. Au moins alors on a pu admirer le corps intègre de l'empereur, paré de ses vêtements et des insignes royaux; aujourd'hui seulement un horrible tas de tissus usés et d'os, en grande partie, nécrosés. Quelle est votre opinion sur les causes qui auraient pu déterminer ce bouleversement à l'intérieur du sarcophage?  
"En 1781, après la fameuse reconnaissance, on n'a peut-être pas pensé à replacer les choses comme elles avaient été trouvées, ou peut-être, mais c'est une voie tout à fait conjoncturelle, il pourrait y avoir eu d'autres ouvertures dont les sources ne parlent pas ou ne peuvent pas parler  parce qu'elles n'ont pas existé".  
3-De cet amas désordonné, cependant des parties fondamentales du corps de Frédéric ont été identifiées,  peut-on tirer de ces parties des éléments utiles pour entreprendre des enquêtes médicales, scientifiques et anthropologiques appropriées? Comment n'a-t-il même pas été au moins possibke de prélever l'ADN de l'empereur?  
"J'ai en partie déjà répondu; j'ignore complètement la cause de l'échec des enquêtes sur l'ADN de l'empereur. J'aurais eu les meilleurs laboratoires de paleogénétique dans lesquels on pouvait réaliser les analyses (à Tor Vergata et à Florence); mais peut-être que le tissu prélevé sur Frédéric était-il trop dégradé."  
4-Au moyen de ces analyses, pouvait-on aussi vérifier les causes de la mort de Frédéric II que certaines sources historiques attribuent à un empoisonnement?  
"On pouvait sûrement le tenter; comme je l'ai fait, avec succès, dans le cas du prince du XVI siècle Francesco Branciforti di Militello Val Catania, décédé d'empoisonnement à Messine où il s'était rendu  pour une mission d'ambassade."  
5-En ce qui concerne l'identité des restes des deux autres corps inhumés dans le sarcophage impérial, on a beaucoup parlé d'une "découverte" sensationnelle: celle relative au corps d'une jeune femme d'un âge compris entre 18 et 25 ans, dans le passé attibué au Duc d'Athènes.D'ailleurs, on doit observer que Francesco Danieli avait déjà éprouvé l'intuition de cette "découverte", sans les moyens actuels, dans son livre de 1784 et que vous l'aviez confirmée après une des premières inspections endoscopique à l'intérieur du sarcophage. Pourriez-vous dire comment se sont déroulées les choses à ce propos?  
"Evidemment j'ignorais le diagnostique de Dianeli et quand le jour même où je pus voir le crâne de Frédéric, avant le sien, je vis celui du squelette désarticulé, que j'ai signalé avant, étant donné qu'il gisait à la cime du tas de vêtements déchirés, je compris qu'il s'agissait d'un crâne de femme. J'ai la présomption d'avoir un certain "oeil" dans la reconnaissance du matériel squelettique humain, qui a toujours été l'élément principal de mes recherches sur les groupes humains anciens, donc il ne m'a pasd fallu longtemps pour reconnaître dans les formes de ce crâne justement celles du sexe féminin et je le dis aussitôt à mes assistants, qui étaient aussi membres de la commission.La chose plut beaucoup au professeur La Duca à cause des revers historiques que cette "nouveauté" aurait comportés."  
6-Entre les lignes des comptes-rendus et des conclusions médico-scientifiques on perçoit comme une intolérance envers le choix de la prétendue "ouverture minimale" qui -en fait- a empêché l'approfondissement des différentes enquêtes menées pour donner une information sur les données historiques des restes de Frédéric II. Nous vous demandons: quel organisme a pris la décision de cette "ouverture minimale" et suivant quelles motivations (techniques, morales et d'autres natures)? Ce choix ne vous semble-t-il pas - en quelque sorte- en contradiction avec les objectifs généraux du projet?  
"J'ai toujours critiqué cette histoire d'ouverture prétendue minimale, défendue à coups d'épée au contraire par certains membres de la commission et rejetée par d'autres, dont par exemple le professeur La Duca. Cette ouverture ne m'aurait pas permis d'arriver à des corps si intéressants (en plus du mit ADN de Frédéric, pour la femme il était inutile de le rechercher puisqu'on ne connait pas sa mère - mais on aurait pu établir des hypothèses sur l'identité et l'ethnie des trois personnages du sarcophage, leur physinomie, leur pathologie, au cas où ils en auraient eue, les causes du décès de l'empereur, leur genre d'alimentation durant les dernières cinq années et durant les derniers cinq mois avant leur mort) et j'aurais été appelé pour étudier les corps non pour les regarder à travers une fente (à moins qu'on ne sache pas ce que veut dire mener une recherche anthropologique)."  
7-Ce fut la raison ou une des raisons qui vous conduisit à interrompre votre participation au projet d'étude sur le sarcophage de Frédéric II?  
"Ce ne fut pas dans l'intention de faire revoir la décision de l'ouverture minimale. Plutôt, après mon quatrième ou cinquième déplacement à Palerme, et vu qu'on ne tenait pas compte de mes hypothèses de travail, j'ai décidé de me retirer en bon ordre et de ne plus participer à aucune réunion ultérieure. Pourtant je tiens à raconter un épisode qui m'a horrifié:"Soulignant que la momie se serait toujours plus dégradée si on n'intervenait pas sur elle pour sa conservation selon une méthodologie et des matériels spécifiques, je m'entendis répondre par un des membres de la commission, ajouté en un deuxième temps et dont je ne veux pas citer le nom, qu'il suffisait de faire un petit prélèvement du corps et de le mettre dans une éprouvette; nous aurions ainsi eu à disposition pour toujours Frédéric pour d'éventuelles analyses tandis que le reste du corps aurait continué à se défaire"; ce qui fut accepté avec félicitation. Cela ne me suffisait pas, je décidai de ne plus faire partie de tant d'intelligence. En vérité, j'y suis retourné une dernière fois avec le professeur Gino Fornaciari de l'Ateneo de Pise, pour faire une dernière tentative; j'ai trouvé l'ouverture minimale munie de tout son un équipement futuriste. On avait préparé la prétendue " caméra bianca"(qui au contraire aurait été si pratique pour les analyses anthropologiques) placée sur un tapis, je ne comprends pas la nécessité d'un tel apparât; pour ne pas polluer le matériel? Mais, si, au XVIII siècle, les corps sont restés  exposés plusieurs jours pendant la fameuse reconnaissance et avec quelle hygiène, je l'imagine!), on m'enfila le scaphandre et on me montra par la petite ouverture ce qque contenait le sarcophage; je revis un peu mieux ce que j'avais vu avec la sonde. Je ressentis une accueil particulièrement glacé de la part de quelqu'un qui était sur place et je compris qu'il valait mieux ne pas insister davantage."  
Cet article, présenté en résumé, avec l'inteview du professeur Mallegni, a été publié aussi dans l'édition palermitaine du quotidien "la Reppublica" du 28 décembre 2002.  

Traduction en langue française par Monique Labas. (in: www.stupormundi.it)